Ve’ ve’, che po’ po’ di roba!

Tra gli ultimi termini ricercati del mio blog ho letto oggi “film po” e mi sono scervellato chiedendomi cosa mai, in realtà, stessero cercando.

  • film popolari: cercavano un elenco dei film che hanno riscosso più successo al botteghino o che sono i più scaricati nella rete così da aver qualcosa da dire in società;
  • film postmoderni: era piaciuto loro Pulp Fiction e hanno deciso di approfondire;
  • film pollo: cercavano un film nel quale il protagonista è un pollo. Si ricordano uno spin-off su Peter Griffin e la sua continua lotta contro l’infame volatile, Tra le patate (non è un porno-soft ma un documentario di 2 ore sui Girarrosti del Piemonte) e John Carpenter’s Escape from Hen-House;
  • film polpi: cercavano film su polpi e piovre (il più delle volte, Hentai); 
  • film pomello: un raccapricciante documento shock che denuncia una vita intera, sulla soglia, passata a farsi sbattere e toccare da tante mani sconosciute;
  • film poldo: l’inutile grasso amico del forzuto marinaio si sgancia dalla collaudata coppia Popeye-Olivia provando a vincere Hell’s Kitchen. Dopo due puntate è sbranato da Chef Ramsay;
  • film pooh: Paolo Bitta è finito sul mio blog! :D
  • film polo: in Antartide, la storia di un giocatore di polo bipolare che vaga tra i ghiacci alla ricerca della Polo Smarrita di un parlamentare del Terzo Polo.


Blues di una notte di fine Maggio

Sono qui, sul mio letto, nella mia stanza. Volevo vedere un film, poi mi sono accorto che non sapevo quale guardare perchè nessuno tra quelli che ho narra una storia che ho voglia di ascoltare, in questo momento. Allora ho pensato di leggere un libro, ma è mesi che sono in “crisi di lettura” e non riesco nemmeno a compiere il gesto meccanico di aprirne uno. In realtà mi viene spontaneo stare qui, seduto sul letto, spegnere la luce e basta. C’è un vuoto che nel tempo ho riempito con svariate cose: appunti di Diritto Romano, passeggiare per chilometri, qualche bicchiere di troppo, disegni nell’aria, patatine fritte, sorrisi di circostanza, risate di cuore, sguardi rubati, errori voluti, telefonate di ore, bugie a fin di bene, menzogne spudorate, chiudere l’ombrello appena inizia a piovere, le scarpe nuove, una foto, lettere, i pugni al muro, tazze di caffè, scrostare la carta da parati, canzoni gonfie di energia o canzoni cupe e martellanti, scrivere sul blog, la chitarra nuova, nottate a parlare di niente, sospiri, urla mute, letti freddi, torte di compleanno, gente che è andata, gente che è venuta, gente che è rimasta… Quel vuoto divora tutto, brama la sazietà ma è perennemente affamato. La mente gioca sporco, tende tranelli, complici Nostalgia e Rimpianto, e con il lume va per il cimitero dei ricordi a graffiare la pietra, a scavare con le unghie nel terreno marcio per esumare immagini distorte e volti ormai trascorsi. La mente mi sbatte in faccia solo risposte sbagliate, mi lancia ai piedi, nella polvere, un nome che però -sorrido- non è affatto quello che sussurro stanotte. Perchè dentro di me, stanotte, adesso, il cuore sa ciò di cui ha bisogno. E non è nel passato. Il cuore, stanotte, adesso, sa chi vuole. Ed è qui nel presente.

Wish you were here.

Coniglio col panciotto

Quando sei in ritardo la vita si complica e le leggi di Murphy si sostituiscono a quelle della fisica. Ecco alcuni esempi:

  • per quanto tu possa essere in anticipo e avere tutto il tempo che ti occorre rassegnati, accadranno cose che ti porteranno ad essere drammaticamente in ritardo;
  • ciò che ti serve è introvabile;
  • se la trovi è inutilizzabile;
  • se è utilizzabile e trovabile non lo è in tempi ragionevoli;
  • se è utilizzabile e trovabile in tempi ragionevoli (comunque più lunghi del normale), la cosa è nel punto della casa più lontano da te;
  • lembi mai visti dei vestiti si agganciano a parti mai viste di mobili mai visti;
  • una barba fatta di fretta ha lo stesso aspetto di un campo mietuto con le forbici dalla punta arrotondata durante una sbronza apocalittica;
  • arrivare a Mordor è più rapido e sicuro che percorrere il corridoio;
  • se riesci ad uscire vestito in una maniera non troppo raccapricciante pioverà e ti inzupperai (perchè avrai dimenticato l’ombrello o non riuscirai ad aprirlo);
  • se non piove ti laverà la vecchiettina che annaffia i gerani (mi scusi, l’ho mica presa?  e tu la guardi palesemente fradicio);
  • se prendi l’auto, questa sarà bloccata da una macchina parcheggiata in doppia fila o te l’avranno rubata o prenderà fuoco spontaneamente appena sarai a 2 metri dalla portiera;
  • se prendi i mezzi pubblici, questi saranno immancabilmente in ritardo. O la fermata soppressa. O uno sciopero. Al limite l’autista ha un malore appena sali sul mezzo;
  • nel bel mezzo del macello della fretta ti telefoneranno e non sarà una chiamata delle società che propongono nuovi contratti -perchè puoi sempre sbrigativamente mandarli a quel paese- ma sarà una cosa importante;
  • pensi davvero che riuscirai a trovare le chiavi? Ahahah.

Sconcertante

Quanto è variopinto e eterogeneo quel minestrone di sensazioni ed emozioni che solo un concerto al quale non sei riuscito ad andare può regalarti! No perchè io sono uno di quei tanti sfortunati che non è riuscito a prendere il biglietto. No perchè io dalla finestra sentirò tutto. roba del tipo “e soprattutto salutiamo TE che non sei venuto!“. Yeeeee!!! :D

Heroes

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”  Paolo Borsellino

“La mafia non è affatto invincibile. E’ un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha avuto un inizio, e avrà anche una sua fine. Bisogna però rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e grave, e che va combattuto non pretendendo l’eroismo di inermi cittadini, ma coinvolgendo nella lotta le forze migliori delle istituzioni.” Giovanni Falcone

Mah II. (ovvero: tragici momenti di misantropia e pessimismo)

Cose che accadono quando ci sono le disgrazie:

  • Arene televisive dove super ospiti (ma super de che?) ed opinionisti improvvisati si mordono e graffiano e insultano, litigandosi la succulenta bisteccona dello share;
  • Interviste esclusive in studio di chi la vittima la conosceva bene (e boh, io ‘sta cosa della gente che va in televisione non l’ho mai capita) e si piangerà e si urlerà vendetta tra gli applausi di un pubblico a cui non frega altro che l’essere andato in onda;
  • Dirette a tutte le ore dai luoghi del fattaccio, con la gente alle spalle del cronista che ride e saluta;
  • Servizi sul tragico evento con tanto di musichetta straziante in sottofondo;
  • Edizioni speciali di telegiornali e progammi TV, edizioni di cui sentivamo la spietata mancanza;
  • Assalti dei giornalisti a vittime o vicini delle vittime (“le hanno sterminato la famiglia, come si sente?” “benissimo, ora ho lo spazio per la batteria e posso girare nudo per casa!“)
  • Campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica (ma è dall’alba dei tempi che ci si sensibilizza solo quando si viene coinvolti = diamo l’impressione di fare qualcosa)
  • Strumentalizzazione di massa dei sentimenti popolari;
  • Pellegrinaggio verso i luoghi del misfatto;
  • Utilissimo strumento del “condividi se hai un cuore” su faccialibro;
  • Raccolte fondi per l’assistenza delle vittime (alle quali non si fanno seguire misure concrete e progetti per la prevenzione ma tanto è comodo per tutti vivere in uno stato di emergenza continua).

Considerazioni:

  • Sostanzialmente ogni disgrazia rende;
  • Alla maggior parte delle persone non interessa nient’altro se non dare l’impressione di essere persone a cui interessa;
  • Alla maggior parte delle persone non interessa chi tu sia, ma il costume che indossi per la carnevalata di turno. Perchè essere quando puoi sembrare?

Mah.

Dunque, fammi capire bene. Tu mi fai saltare tre bombole di gas vicino ad una scuola e fin qui ci sono. Quello che non capisco però è il senso di tutto questo. Cioè, se un mafioso fa saltare in aria i magistrati che stanno scoprendo i suoi legami con la politica, per quanto orribile e sciagurato sia, posso capirlo. Se un terrorista rosso spara ad un giornalista, se un terrorista nero mette le bombe, è cosa sciagurata anche questa, ma posso comunque capirla. Che poi non ti sto dicendo che abbia un senso quindi sia giusto o lecito eh, sia chiaro. Però vedi, ha un motivo, una ragione di quelle ad esempio che il poliziotto insegue il ladro, il ladro scappa dal poliziotto perchè questo matto mondo va così da sempre. Tu però me la devi spiegare sta cosa. Perchè se volevi fare una carneficina, che ne so, avresti aspettato l’ora in cui vi fossero più persone all’entrata. O avresti scelto un altro obiettivo. Invece no, hai scelto una scuola qualsiasi in un orario in cui, tutto sommato, vi erano ancora poche persone. A meno che tu non ti sia sbagliato con il telecomando preso dall’emozione di avere il tuo momento. Dicono che possa essere il gesto di una persona che vuole vendicarsi di un mondo che vede come nemico. Una storia di sofferenza. In tal caso, l’unico che può davvero comprendere sei solo tu. Io, nei miei limiti, so soltanto rimanere in silenzio, al massimo lasciarmi sfuggire un “mah”. E cerco di ricomporre, io attonito e distante spettatore del tuo gesto, un mio puzzle e mi chiedo cosa tu possa aver ottenuto una volta che hai ammazzato una sedicenne, una volta che ne hai sfigurata un’altra. Tento addirittura di mettermi nei tuoi panni. Cosa ti sarai dimostrato? Ma rimango uno spettatore con i suoi dubbi. Io non so se sei un mafioso, un pazzo, un terrorista. So solo che, purtroppo, non ti capisco.

Peccati capitali, pipì e focaccine di farro

Dunque, ieri sera ho visto Se7en. Voi direte “ma è uscito un sacco di tempo fa” ed io vi rispondo che ebbene sì, sono uno che le cose le scopre dopo. Fatto sta che mi è piaciuto parecchio e il finale mi ha lasciato così O____O (ma avrei fatto la stessa cosa, fossi stato al posto di Brad Pitt). Poichè non avevo ancora sonno, mi sono visto a ruota L’uomo senza sonno (no, non l’ho scelto apposta), anche quello è uscito un po’ di tempo fa e pure quello mi è piaciuto non poco.

(Nota a margine del precedente post: la situazione in realtà è meno disastrosa di quello che potrebbe sembrare. Ma ho fatto bene a riportare l’ipotetico dialogo immaginario come antidoto a presenti ed eventuali futuri momenti “no” che per fortuna sono solo più momenti isolati dovuti al fatto che, sostanzialmente, sono scemo (ma i più se n’erano accorti :D). Work in progress, btw)

Passiamo ora ai fatti del giorno:

Poichè sia io che Enrica che Valentinagiulia, dopo il caffè, siamo incorsi in quell’emergenza sperimentata da tutti che prende il nome di mi scappa una fottuta pipì, abbiamo scoperto che:

  • La distanza del bagno disponibile è direttamente proporzionale alla quantità di pipì che devi fare;
  • Più ti scappa più sei circondato da fontane;
  • Più ti scappa più ci sono cani che pisciano (fateci caso, lo fanno apposta);

Sto “studiando” Diritto Romano per l’esame. Sono, ovviamente, indietrissimo ma ciò non impedisce il verificarsi di quel singolare effetto Azzeccagarbugli che ti porta a vedere la realtà con gli occhi di un giurista:

  • Il tuo compagno è geloso o ti “toglie l’aria”? Accade perchè, tramite usus, coemptio o confarreatio, sei divenuta soggetta a manus del partner. La prossima volta, se ti chiedono di mangiare focaccine di farro giurando cose davanti a Giove, pensaci su;
  • Inizi a chiamare un padre qualsiasi pater familias e difendi il suo diritto di uccidere o vendere i figli;
  • Per vendere le cose riccorri a mancipatio, comodo sistema che necessita di 5 testimoni (purchè cittadini romani), una bilancia e l’utilizzo di parole solenni e dense di significato sacrale;
  • Se sei uscito di casa dimenticandoti i 5 testimoni e/o la bilancia, ricorri alla in iure cessio davanti ad un attonito e pingue vigile urbano;
  • Quando ti pestano un piede sul tram pensi ad un’eventuale pena calcolandola in assi;
  • Affermi che le cose siano tue ex iure Quiritum.

Concludo il post con la colonna sonora di questa giornata normale

Dirsene quattro (ovvero: cazziatone a me stesso)

-”Ehi bello, una volta spaccavi i culi, che ti è successo?”

-”Massì è la solita faccenda…”

-”Ok, ora basta. Siediti!”

-”Va bene va bene, ma non t’incazzare”

-”Mi incazzo eccome invece! Allora? La vogliamo finire? Sono passati 10 mesi. 10 MESI!”

-”Sì lo so, lo so. Ma va a momenti, non è colpa mia! Basta un niente che…”

-”Stronzate. La sai qual è la verità? La verità è che la tua autostima fa così cagare che ti intrappoli da solo in una filastrocca idiota di non sono interessante, non sono questo non sono quello. Lei è stata l’unica che bla bla bla. Quindi in futuro niente, nisba. Ma ti rendi conto di quanto sia una puttanata? Come se fosse l’unica donna del mondo, tra l’altro.”

-”Sì ok, ma hai visto anche tu che non c’è un’offerta molto interessante in giro. La crisi ha davvero colpito ogni settore.”

-”Ok, che sei un po’ sfortunato te lo concedo.”

-”Grazie. E poi sai che non sono uno da sciacquette o da chiodo-scaccia-chiodo. Non funziona, ci ho già provato.”

-”Sì, però basta eh! Susu, con questa autostima. Che poi scusa, ma hai visto che gente c’è in giro?”

-”Vabbè, non è questione di…”

-”No sul serio, ma hai visto?”

-”Sì ok, c’è gente pessima in giro. E con questo?”

-”Se ce la fanno loro puoi farcela anche tu. Che poi scusa eh, mica sei uno di quei sfigatoni da telefilm. Ti sei convinto di alcune cose che non hanno semplicemente senso. Il tuo problema sei solo tu, sei il tuo peggior nemico, come si suol dire. Ti sei costruito la gabbia da solo, bello. E poi scusa, se tu non fossi tutta ‘sta gran cosa, una come lei mica sarebbe stata con te quasi 4 anni, ti pare?”

-”Ma se non so nemmeno come ho fatto!”

-”Sei stato semplicemente te stesso. Quando hai smesso, quando hai iniziato a farti tutti quei complessi del cazzo, ecco che sono iniziati i problemi. É così difficile esserlo di nuovo?”

-”No…”

-”E allora smettila con i sensi di colpa e di startene lì a fissare il soffitto e fai vedere chi sei, porca puttana!”

-”Va bene, hai ragione…Grazie Me-Cazzuto

-”Ora vado. Tu, su quanto ti ho detto, lavoraci su”

-”Ok”

-”Ah, appena uscirò dalla stanza, rientrerà Me-Che-Si-Deprime. Ricomincerà la sua solita giostra, ma tu sforzati di non giocare con lui. Anzi, fammi un favore, tiragli un poderoso pugno in faccia. Se lo merita.”

-”Ahahah, d’accordo. A presto.”

-”Rock ‘n’ Roll, puttanella!”